Bienno, conosciuto anche come il "Borgo delle sette torri", conserva tutt'ora quasi perfettamente quattro delle strutture difensive tipiche del periodo tardo medievale.
Le strutture, avevano per l'appunto funzioni prevalentemente difensive, le murature, di forma quadrata, erano molto spesse e comportavano la riduzione degli spazi abitati e delle finestre sull'abitato.
Quest'ultime, oltre che consentire una visione sul Borgo, fungevano da ingresso, grazie a delle scale a pioli calate dalla finestra più vicina alla strada.
Si evitavano così possibili attacchi esterni, non essendoci per l'appunto portoni di ingresso sfondabili, in situazioni di pericolo agli abitanti delle torri bastava ritirare le scale di accesso.
Partendo da Via Contrizio, la strada che porta al Centro storico, la prima struttura che si intravede è Torre Avanzini, la più possente con i suoi 17 metri di altezza, i 830 x 780 cm di perimetro e i 135 cm di spessore delle murature.
Si può subito notare come la torre sia circondata da un recinto murario a base quadrata e che non esistano porte di accesso dirette ma solo finestre, la più vicina alla strada, nonché la più piccola, come detto poc'anzi fungeva da ingresso.
Voci narrano che, durante degli studi, sul retro della torre, in una fessura di pochi metri confinante con un'edificio vicino, vennero trovati resti umani oramai trasformati in ossa dal tempo.
(L'itinerario proposto è un estratto del lavoro di ricerca effettuato dagli architetti Giorgio Azzoni e Virtus Zallot e del 4° volume di "Arte in Valcamonica" di Araldo Bertolini e Gaetano Panazza)