Pannello 22

SISTEMA VASO RE CON FUCINA “BURTULI’ BETOLA”

Il Vaso Rè è ben riconoscibile in pietrame con una parte di “gardènal” realizzato in pietra in pietra. Particolare la visione della seicentesca Chiesa Parrocchiale dei Santi Faustino e Giovita sullo sfondo del canale.
In questo punto il Vaso Ré serviva due fucine, documentate anche nella Mappa Napoleonica del 1821 con il n° 2009.
Troviamo infatti la Fucina della Famiglia Bortolo Ercoli “Bortol de Mondo”, trasformata poi in abitazione e la Fucina di Bortolo Bellicini “Burtulì Betola”, che è ancora conservata anche se ha terminato la sua attività nel 1979.
Questa fucina che anticamente era una fucina “caadura” per la produzione di secchi e apparteneva al Maestro Stefano Morandini, quando venne acquistata da Bortolo Bellicini venne trasformata in fucina “scartadura” per la produzione di attrezzi agricoli. È ormai una delle poche che non ha subito interventi massicci e quindi conserva appieno le caratteristiche originarie, con i due magli, le mole con funzionamento ancora da acqua, il forno, “tina de l’óra” e tutte le attrezzature in perfetto ordine.
Da ricordare la notevole maestria che “Burtulì Betola” aveva nel forgiare il ferro, tanto che nel 1978 durante le prime manifestazioni della “Valle dei Magli” venne premiato come miglior “Maestro forgiatore” dell’intera provincia bresciana.  Di certo il mestiere l’aveva imparato dal padre “Mafè Betola”, proprietario della “Parada”, noto “ma|istèr” che commerciava i suoi prodotti in altre regioni italiane come in Piemonte e in Toscana.
Bisogna anche ricordare come i “ma|istèr” veniva iniziati da bambini, a 10-11 anni, a questo lavoro e quindi diventavano dei veri e propri esperti nella lavorazione del ferro.
Spesso erano in grado di lavorare anche altri materiali come il legno tanto da costruirsi i mobili di casa.
Sono infatti i “ma|istèr” che, qualora il maglio o altri macchinari hanno problemi, sistemano o sostituiscono eventuali pezzi, fanno qualsiasi tipo di manutenzione con estrema bravura.