Pannello 17

MULINO DELLA FAMIGLIA TEMPINI ORA MULINO-MUSEO
 
Questo mulino era già attivo nel XV secolo, ma venne per buona distrutto durante l’alluvione del 1634, dopo la sistemazione seicentesca è arrivato pressoché intatto fino ai nostri giorni. Di proprietà della Famiglia Tempini che abitava nel grande Palazzo che si affaccia sulla piazza soprastante il mulino,  venne venduto all’Amministrazione Comunale di Bienno che, dopo il restauro, lo trasformò in Museo. Conserva in ottime condizioni le macine per la molitura del granoturco, mentre le macine per la molitura del frumento e del grano saraceno non erano più attive ancora prima del passaggio di proprietà. Il mulino è gestito da quattro generazioni dalla famiglia Denage.
La struttura architettonica ha conservato le caratteristiche originarie sia all’interno che all’esterno. Notevole la posizione, infatti si trova alla base di un alto muro sotto una piazza che era quella principale del paese, ed è collegato ad essa mediante una scalinata acciottolata. La facciata principale è caratterizzata dall’ingresso al mulino a piano terra e dalla scaletta in pietra per l’accesso al piano primo dove era ospitato il mugnaio. Poche finestrelle danno luce ai locali superiori come nel lato a diretto contatto con il canale, mentre gli altri due lati sono addossati, quello posteriore all’alto muro sottostante la piazza e quello ad est direttamente al Vaso Ré.
Notevole la visione del ripido canale ligneo che porta l’acqua alla grande ruota ben diversa da quelle per i magli, sia nel diametro che nella struttura. 
A piano terra troviamo ancora la pavimentazione in ciottoli e le volte originarie che caratterizzano l’interno del mulino,  qui è collocata la struttura della macchina che muove le macine. Queste sono contenute in  un cilindro in legno di tiglio, usato per la sua elasticità, poste su un assito ligneo al di sotto del quale troviamo gli ingranaggi che muovono le macine e vengono a loro volta messi in movimento dall’érbor e dalla ruota. Sopra le macine troviamo la tramoggia ovvero un recipiente troncopiramidale che contiene i chicchi di mais che cadono pochi per volta sulle macine grazie alla vibrazione creata da due bastoncini di legno che battono tra al tramoggia e le macine.
Da osservare che solo la macina superiore si muove sfregando su quella inferiore ferma, nel suo movimento frantuma i chicchi. 
Il macinato percorre un breve tratto in un condotto e entra in un setaccio particolare contenuto in una madia di legno denominata buratto, questo particolare setaccio grazie al continuo movimento creato ancora da bastoni che battono ritmicamente  separa la farina dalla crusca.
Al piano primo e secondo è visitabile la dimora del mugnaio rimasta intatta nella sua disposizione originaria.