Pannello 7

FUCINA BETTONI E SANTELLA DI VIA ARTIGIANI

Fucina originariamente appartenuta a Francesco Bettoni, poi passata al figlio Achille e quindi gestita dai Fratelli Andrea e Roberto Bettoni fino al 2004. Questi hanno continuato a lavorare con il maglio ad acqua per la produzione di vanghe, badili e zappe, portando avanti l’origine della fucina che è sempre stata “scartadura”.
Ben documentata sulla Mappa Napoleonica del 1821, conservata all’Archivio di Stato di Brescia, dove la Fucina Bettoni è inserita con il n° 812, qui è chiaramente visibile il vaso Ré con le sue diramazioni e sono leggibili anche altre fucine ancora individuabili sul territorio.
La fucina affaccia sulla strada con poche aperture di piccole dimensioni, mentre il lato verso il Vaso Ré prospetta verso un cortile interno. L’origine potrebbe essere settecentesca vista la presenza sulla hóca alla sinistra del maglio della data 1764 accompagnata dalle iniziali LL, da una croce e dalle iniziali FF ( Fecit Fieri). Anche il portale di ingresso, che è architravato ed è sorretto da mensole a gruccia, nella sua lavorazione potrebbe essere ricondotto al XVIII secolo. Nel complesso la fucina è conservata nelle sue componenti come pure il Vaso Ré che in quest’area è in cemento.
Accanto alla fucina Bettoni  vi era anche la Fucina Comensoli, che negli ultimi anni produceva tazze e mestoli da fonderia, ma ha cessato l’attività alla fine degli anni ottanta.
Sulla strada una nicchia, coperta da un tetto a  due falde, ospita una Santella con affresco votivo raffigurante la Sacra Famiglia che era attorniato da una bella cornice lignea con decorazioni a tralci di vite, trafugata poi nel 2002. La scritta sottostante il dipinto dice: ”Proteggete le nostre famiglie”, il dipinto è firmato “Bettoni Bortolo” ed è datato 1982, artista biennese che lavorò per diversi anni alla decorazione di numerose santelle disseminate su tutto il territorio.
Sulla parete destra della santella è inserita un’acquasantiera stondata in marmo bianco, su questo lato è inserita anche una croce in ferro battuto a ricordo di una sciagura. Proprio per la sua dimensione la santella caratterizza questo tratto di Via Artigiani caratterizzandosi come l’elemento sacrale di notevole peso anche rispetto ad altri disseminati lungo il percorso del Vaso Ré.  Infatti troviamo piccole edicole, spesso realizzate sul prospetto principale delle fucine, vicino all’ingresso con il preciso scopo di invocare una benedizione sulle attività che vi si svolgevano. Era infatti nella tradizione il dipingere degli affreschi votivi sui prospetti principali delle abitazioni, a Bienno su alcuni edifici sono ancora conservati affreschi quattrocenteschi. Da qui la necessità di raffigurare immagini sacre anche sugli immobili dove si svolgevano le attività lavorative.