Pannello 6

SISTEMA VASO RE ALL’INCROCIO TRA VIA ARTIGIANI E VIA PIZZO BADILE

Fino agli anni settanta del XX secolo in questa zona era visibile il “Vaso Ré” che scorreva tra i muri in pietra. Dopo l’interramento è rimasto un frammento del muro e due griglie a livello del terreno che ci consentono di sentire ancora la sua presenza dell’acqua che scorre velocemente  sotto il livello stradale.
Riuscire ad ascoltare lo scorrere dell’acqua porta a riflettere sulla vita dei biennesi in relazione alla presenza del “Vaso Ré”, legata inevitabilmente alla vita di tutti i giorni, a partire da eventi tragici dovuti alla pericolosità di questo canale che era per buona parte scoperto, numerosi infatti i casi di annegamento, ma profondamente radicata nella biennesità, come quando termina un rumore assordante e viene detta la tipica frase: “ha töffo ‘l ré” (hanno tolto l’acqua dal Vaso Ré), infatti era tale il rumore dello scorrere dell’acqua e del conseguente battere dei magli che era normale sentire tutto questo, mentre non era quotidiano il silenzio. Infatti l’acqua veniva tolta solo nel mese di agosto quando veniva effettuata la manutenzione del canale, in altri periodi il silenzio significava la non possibilità di utilizzare l’acqua e quindi di lavorare, come in casi di siccità. A tale proposito interessante la descrizione fatta da Giacomo Morandini in "Bienno nel ‘900" sul problema legato alla scarsità di acqua: “le ore di lavoro non avevano limite, dieci, dodici, quattordici al giorno soprattutto nella bella stagione, quando le giornate erano “lunghe” e il corso del torrente che dava l’energia necessaria, non era ne ghiacciato, ne secco, infatti quando per una ragione qualsiasi l’acqua veniva a scarseggiare, si effettuavano “le meze” che consistevano in mezze giornate di lavoro con turni di giorno o di notte”.