Alla scoperta del Vaso Re... quel filo rosso tra acqua e fuoco

IL PROGETTO
Il rinnovato interesse per la valenza storica del Vaso Ré, che ha visto le Amministrazioni locali impegnate negli ultimi anni ad acquisire alcuni opifici produttivi per trasformali in musei ed edifici pubblici e la creazione del percorso didattico che percorre il corso del canale come elemento museale diffuso sul territorio comunale di Bienno, rappresentano un rinnovato atteggiamento di tutela e valorizzazione del manufatto di cui è necessario riscoprire l’importanza anche attraverso la rappresentazione delle sue fasi evolutive. In questo senso va interpretato il progetto di conservazione che pur interessando un numero limitato di punti vuole porsi come rappresentazione del rinnovato interesse per una infrastruttura di tale valenza.
METODOLOGIA DI PROGETTO
Chi scrive è convinto che un progetto di conservazione, per quanto accurato ed impegnato nelle strategie, da solo non basti per garantire la persistenza attiva di un sistema che ha, in gran parte - salvo casi eccezionali di permanenza di uso - perduto la propria funzione produttiva primaria, senza riuscire ad innescare un profondo processo di utilizzo e di fruizione collettiva (turistico-didattica), come fondamentale riscoperto sistema museale attivo in cui si rispecchi l’identità dei suoi stessi abitanti. Che sia necessario, in altre parole, accendere un nuovo sistema di microinterventi puntuali a scala di dettaglio capaci di riattivare l’immaginario popolare della comunità che, attraverso tali nuove presenze minimali ma significative, intese come auspicabili plusvalori allusivi e di memoria, rinforzi l’autenticità del sistema su cui si richiama l’attenzione. Che cioè con una doppia operazione mirata (il progetto di conservazione dell’esistente e il progetto del nuovo che al primo si intende accostare) attraverso il reciproco confronto, si esaltino i caratteri individuanti della risorsa territoriale.
I nuovi episodi che si è proposto di realizzare sono stati concepiti come piccole “finestre” esemplari aperte sulla storia, tendenti a suscitare dei nuovi racconti popolari capaci di stimolare la riscoperta attiva delle tradizioni locali. Sono nuovi piccoli inserti narrativi di cultura materiale che intendono coinvolgere concettualmente ed emotivamente con i vecchi sempre nuovi fruitori.
Sono state individuate dodici “stazioni” di un percorso amoroso, ognuna dedicata alla rievocazione di altrettante grandi stagioni epocali per le quali è passata la storia di Bienno. Come il duca d’Auge de i fiori blu di Raymond Queneau il visitatore che, percorrendolo, risale oggi il Vaso Ré da valle verso le sue “sorgenti”, si trova idealmente proiettato, per passi successivi, all’indietro (à rebours) nei tempi lunghi della sua stessa storia fino alla lontana e mitica preistoria camuna.
Marco Dezzi Bardeschi

Stazione 1 - L’intervento di recupero e valorizzazione (oggi)
Stazione 2 - La dismissione produttiva (primo dopoguerra)
Stazione 3 - Sistemazione del Vaso Ré (inizio Novecento)
Stazione 4 - Il crollo dell’economia alpina: l’emigrazione (Ottocento)
Stazione 5 - Le grandi famiglie emergenti (dal Quattrocento al Seicento)
Stazione 6 - Periodo di forte trasformazione politica (dal Duecento al Quattrocento)
Stazione 7 - I nuovi protagonisti nell’età carolingia: i monaci di Tours (774 d. C.)
Stazione 8 - Le invasioni barbariche e il dominio dei Longobardi (568 - 774 d. C.)
Stazione 9 - Sviluppo della civiltà retica (16 - 568 d. C.)
Stazione 10 - La civiltà retica (850 a. C. - 16 d. C.)
Stazione 11 - La nascita dei primi villaggi (2800 - 850 a. C.)
Stazione 12 - Preinsediamento (fino all’8000 a. C.)

Scarica la mappa