Lunedý 21 Aprile 2014
Il Territorio
L'Ecomuseo
Arte e Cultura
Enogastronomia
Eventi
Itinerari
 
Il racconto delle pietre
La via del Romanino dal Sebino alla Valcamonica
Alla scoperta del Vaso Re, lungo il racconto disegnato dall'acqua
Alla scoperta del Vaso Re... quel filo rosso tra acqua e fuoco
Eremi - Sorgenti - AntichitÓ - Panorami: per i sentieri del Barberino

Musei
Natura e sport
Riserve naturalistiche
Storia
Bienno e dintorni


Visualizza la mappa del Borgo


Galleria fotografica

Pannello 9

FUCINA  MUSEO

La sede del Museo Etnografico del Ferro, delle Arti e Tradizioni Popolari occupa due fucine originariamente appartenute alla Famiglia Morandini “Stefani”, poi passate alla Famiglia Panteghini e quindi cedute al Comune di Bienno nel 1985. L’ultimo padŔlÚ|r a gestire queste fucine fu Bortolo Mendeni che trasform˛ anche la fucina da ”cavatura” per la produzione di padele in “scartadura” per la produzione di attrezzi agricoli. Le fucine rimasero attive fino agli anni ’80.
Anche questo opificio Ŕ documentato con il n░ 803 sulla Mappa Napoleonica del 1821.
All’interno sono conservati macchinari per la lavorazione del ferro come: maglio, maglioli, ruote, tromba, tina de l’ora, tornio per padelle, cesoia e forno a legna, oltre agli strumenti ed ai relativi prodotti ferrosi.
Dopo la ristrutturazione a Museo nel primo locale troviamo l’area didattica, mentre nel secondo Ŕ ancora attivo il maglio e i maglioli entrambi collegati alla ruota tramite “l’Úrbor” (albero motore), 
ben conservato anche il “mÓnek” (braccio del maglio) costituito un tronco in legno di noce alla cui estremitÓ Ŕ fissato il “co del mai” ovvero il maglio in acciaio con una cavitÓ inferiore nella quale viene infissa la “bˇca” che Ŕ la parte che batte il ferro durante la lavorazione. A seconda della lavorazione la “bˇca” ha una forma diversa, qui Ŕ possibile osservare le diverse tipologie.
E’ da osservare come sia stata conservata la disposizione della fucina originaria non solo nei magli, ma anche nella posizione del forno che era alimentato a legna o a carbone ospitati in un ripostiglio adiacente chiamato “mÓnega”.  Da ricordare che il carbone (lignite) veniva prodotto sulle montagne con il  “poiat” ovvero mediante l’accatastamento della legna disposta a cupola che carbonizzava coperta di terra. Ancora oggi nel bosco sono visibili piccole radure “iai” dove venivano fatti i “poiacc”.
Ben evidente il funzionamento della “tina de l’ora” che produceva l’aria compressa per l’insufflazione del forno.
All’esterno chiaro il funzionamento del sistema del Vaso RÚ con il canale di adduzione, le ruote per il maglio e per i maglioli con le differenti dimensioni e le relative trombe.


© 2007-2010 Bienno.info | info.biennoturismo@gmail.com | Credits
Aggiungi ai preferiti Imposta come homepage
Links  |  Contatti e recapiti  |   Richiesta informazioni  |  Download  |  Mappa del sito