Mercoledì 16 Aprile 2014
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Il racconto delle pietre

Bienno è un vero museo all’aperto, dove secoli di  storia hanno depositato soluzioni e forme architettoniche ancora leggibili. Il centro storico è infatti il risultato di un ininterrotto rinnovamento tipologico ed edilizio: antichità, medioevo, rinascimento ed età moderna si sono integrati e sovrapposti senza necessariamente cancellarsi, cosicché proprio la trasformazione e riconversione ha consentito la parziale conservazione.
Colpisce inoltre la frequenza e la qualità delle tracce antiche, nonché l’ampiezza della loro distribuzione, a testimonianza non solo della ricchezza e vitalità del centro, ma anche la sua dimensione urbana: non di paese ma di piccola città.
   

Si propone di seguito l'itinerario di visita del Borgo estratto dal lavoro di ricerca effettuato dagli architetti Giorgio Azzoni e Virtus Zallot.

Le pietre utilizzate nelle costruzioni del centro storico di Bienno sono frammenti di storia che testimoniano il passato; raccontano infatti del contesto da cui sono state selezionate, lavorate, montate, decorate, come risposta a precise esigenze e necessità.
Ogni pietra trasformata presuppone una tecnica ed una prassi costruttiva, un bisogno ed una funzione, una condizione sociale ed  economica, una relazione con il luogo e con le sue tradizioni. Le relazioni tra le pietre di una costruzione o di più costruzioni consentono di ricostruire le fasi, i passaggi, le stratificazioni e le trasformazioni di uso di un determinato luogo.
Il percorso entro il borgo è  dunque un percorso nello spazio e nel tempo. Esso prevede una serie di soste davanti ad elementi architettonici ed urbani considerati particolarmente interessanti. Ogni sosta è individuata da una scheda contenente immagini ed informazioni utili per analizzare, comprendere, decodificare le situazioni specifiche, e per relazionarle con soluzioni diverse o simili:  confrontando, per esempio, soluzioni corrispondenti di  periodi diversi, o soluzioni diverse dello stesso periodo.
Le soste sono state selezionate in modo da consentire un percorso tematicamente e storicamente significativo: ciascuna fornisce informazioni diverse, insieme ricostruiscono un quadro compiuto.
Il percorso alla scoperta del borgo può iniziare da via Contrizio (1), la principale via di accesso al borgo, nella quale si riconoscono segni urbani e testimonianze architettoniche relativi a ciascuna delle fasi di crescita e trasformazione del paese. Lungo questa via è possibile incontrare Torre Avanzini (7) che mantiene intatto il volume originario e conserva, nella parte superiore, la tipica struttura medievale, frequente in paese ma non sempre così chiaramente leggibile. Continuando per via Contrizio ci si imbatte subito in Casa Bettoni (8) uno degli esempi più suggestivi di architettura rinascimentale presenti in paese. Poco dopo, superata Piazza Roma ci si imbatte in Casa Valiga (11) che ancora conserva i tratti rinascimentali nel loggiato datato 1500. Sul fianco della casa, attraverso uno stretto vicolo ed una scalinata si arriva in Via Carotti (12), un vicolo dai caratteri tipicamente medievali. Giunti in Via Castello si riprende la salita incontrando dapprima Torre Bontempi (15) e quindi, all’apice del borgo, la Chiesa Parrocchiale (17), riccamente decorata, dedicata ai Santi Faustino e Giovita, patroni di Bienno.
Il percorso alla scoperta del borgo ora procede in discesa, lungo la Via Re, Piazza Roma e la Via Ripa ove si apre, alla confluenza con Via di Mezzo l’interessante Vicolo Ripa (20) ricco di bei portali in pietra. Più in basso, quasi all’incrocio con la Via Fantoni è possibile ammirare un altro bell’esempio di Casa Torre Medievale (20). Svoltando poi in via Fantoni ci si imbatte nel Monumentale Palazzo Fantoni (23), rinascimentale nel suo aspetto attuale ma che presenta tracce di un passato ben più antico. L’itinerario può proseguire in Via di Mezzo che, al numero 17, presenta la Casa Panteghini (22) e più oltre, attraverso un volto a botte, da l’accesso a Via Santa Maria. Qui di assoluto valore è la Casa Torre (6) e poco oltre la Chiesa di Santa Maria (5) che custodisce all’interno opere del grande maestro Romanino. Di sicuro interesse è ancora il Palazzetto Rinascimentale (4) di Via Romanino, inserito com’è nell’intreccio di stretti vicoli, testimoni della storia più antica del paese.           


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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